Case del giovane per raggiungere l’autonomia: il progetto Ulisse del Villaggio SOS di Morosolo.
Il Villaggio SOS di Morosolo (VA) è una comunità di tipo familiare che si occupa di minori e adolescenti in grave disagio famigliare.
Quando è necessario offre assistenza fino al raggiungimento della completa autonomia, ben oltre i 18 anni.
Nei numerosi anni di attività, si è spesso presentata la necessità di prolungare l'accoglienza di ragazzi che, per le problematiche familiari hanno scelto di continuare il percorso comunitario anche dopo il conseguimento dei diciotto anni, non avendo la possibilità di rientrare nella loro famiglia di origine.
Il Progetto di accompagnamento all’autonomia, nasce dall'esigenza di poter operare con maggiore efficacia a favore di questi giovani.
Analisi del bisogno
Le comunità per minori italiane registrano l'aumento percentuale di un utenza adolescenziale, spesso straniera (cfr. "I minori in comunità", Ist. degli Innocenti, Firenze).
In questi casi è più difficile attuare il progetto di rientro in famiglia dei ragazzi.
L’intervento attuato in età adolescenziale non permette, a volte, di dare il giusto significato alle azioni educative poiché spesso il contesto familiare è talmente deteriorato da rendere più difficile e multiproblematico ogni tipo di supporto.
Le famiglie di origine straniere per esempio, quando presenti, non collaborano facilmente con i servizi sociali.
Cresce quindi il numero dei ragazzi che, compiuti i diciotto anni, non lasciano la comunità perché non hanno un progetto di inserimento sociale sufficientemente sicuro.
Alcuni cambiamenti sociali (il mercato del lavoro, la carenza di case popolari, la necessità di una formazione sempre più specifica) rendono ancor più necessaria da parte del privato sociale, un attenzione particolare ai ragazzi in situazione di disagio socio economico culturale.
Obiettivi
- Sostenere l'inserimento sociale di neo-maggiorenni che, per diverse ragione, si trovano in condizioni di svantaggio sociale, economico e culturale
- Colmare il vuoto di assistenza e di riferimenti affettivo- relazionali in cui rischiano di trovarsi
- Sviluppare una rete di rapporti e convenzioni che facilitino l'ingresso lavorativo e culturale del giovane nella nostra società.
- Accompagnare i ragazzi nel processo di autonomia per aiutarli ad essere soggetti attivi del loro essere cittadini.
Metodologia e strumenti
È indispensabile l'individuazione e la predisposizione di piccoli alloggi al di fuori della comunità per minori, il più possibile vicini al centro sociale e produttivo del paese.
Trait d'union tra la comunità per minori e la nuova casa saranno gli educatori che si proporranno come tutor, monitorando le capacità di conduzione organizzativa della casa e verificando la realizzazione degli obiettivi delineati da un Progetto Educativo Individualizzato.
Il ruolo degli educatori è riassunto dalla metafora del Fading ( cfr. "Apprendistato cognitivo" Collins-Newman ) : un impalcatura che, con il rafforzarsi della struttura, viene progressivamente smantellata.
Il lavoro di rete con i servizi sociali del territorio, con il nucleo di inserimento lavorativo, con le iniziative formative presenti sul territorio, sarà finalizzato a creare percorsi personalizzati facilitanti.
Modalità di monitoraggio e valutazione
Considerata l'età e le finalità del progetto, glutenti saranno direttamente coinvolti nel monitoraggio dell'intervento.
Saranno concordati indicatori sottoposti a valutazione periodica con gli educatori.
Le supervisioni sono assicurate dal Comitato Tecnico del Villaggio SOS di Morosolo.
Fasi del processo valutativo:
- Osservazione (nel caso di un nuovo utente)
- Predisposizione o adattamento del Progetto educativo individuale
- Individuazione e accordo sugli indicatori di valutazione
- Monitoraggio: riunioni di equipe, riunioni con gli utenti, supervisioni tecniche
- Valutazione finale a fine percorso

