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Il mese di giugno segna l’arrivo di DANIELA LAGONIA, la nuova Direttrice della nostra Cooperativa sociale.

Che abbia idee chiarissime e una ferma sicurezza – data da una profonda esperienza – lo si percepisce sin dallo sguardo diretto, dal sorriso aperto e dal tono di voce suadente e deciso.

46 anni, laureata in psicologia e con formazione parallela in ambito pedagogico, educativo e giuridico, ha assunto da pochi giorni l’incarico di dirigere la Cooperativa Sociale SOS Villaggio del Fanciullo “Federico Pavesi” che gestisce il Villaggio SOS di Morosolo.

Con un’esperienza ventennale nell’ambito di Tutela Minori e dei servizi che si occupano di bambini, ragazze e ragazzi soli o in condizioni di fragilità e di mamme con bambino, la nuova direttrice ha anche al suo attivo progetti e attività per promuovere e realizzare modelli di autonomia.

Ritiene che quello dell’autonomia sia uno dei terreni sui quali operare?

 “Sicuramente sì. Nel nostro Villaggio, con molti adolescenti e ben 17 giovani tra i 16 e i 19 anni i percorsi per l’autonomia hanno una grandissima importanza e urgenza.

L’intento operativo è di fornire strumenti e strategie concreti per orientare, far cogliere le opportunità, promuovere la partecipazione responsabile e l’empowerment sociale, aiutarli cioè ad acquisire competenza sulle loro vite al fine di costruire il proprio futuro. E questo anche promuovendo una nuova socialità e nuove tipologie di legami.”

Il suo arrivo si inserisce a pieno titolo in quello che è chiamato il “Nuovo Corso” della Cooperativa. Come lo sintetizzerebbe in poche parole?

“Con l’obiettivo di mettere al centro la nostra “comunità” per promuovere il cambiamento e ripartire all’insegna della trasparenza. La nostra Cooperativa Sociale è un autorevole ente del terzo settore che, con 41 dipendenti, 9 case accoglienza e 50 ospiti dai 0 ai 20 anni, si classifica tra le medie imprese del Varesotto.

Lavoreremo quindi per essere sempre più vicini alla domanda e alle istanze della società civile per intervenire direttamente sui problemi della persona e della comunità, per affermarci quali partner autorevoli nei luoghi della programmazione e della progettazione sociale.”

Quindi possiamo dire che le nuove parole d’ordine sono soprattutto “trasparenza” e “apertura al territorio”.

 “Sì, e nel senso più ampio. Con il loro operato le imprese del Terzo Settore, anche in virtù della recente riforma, sono chiamate a contribuire allo sviluppo di una cultura e di una coscienza civile solidaristica che concorra in modo costruttivo all’individuazione e soddisfazione dei bisogni di individui e famiglie che si trovano in situazione di disagio o fragilità sociale. In questo contesto la nostra Cooperativa intende promuovere interazione e prossimità tra le persone – dentro e fuori il Villaggio – e con il territorio, generando un processo di inclusione, coesione e innovazione e con la realizzazione di progetti altamente professionali.”